Bagni curati significa clienti soddisfatti
La toilette è il biglietto da visita di ogni esercizio della ristorazione
I bagni vengono spesso sottovalutati, ma sono fondamentali per l’immagine di un locale. Spesso rivelano più di qualsiasi piatto sulla qualità, la filosofia e gli standard di un esercizio. L’esperto di ristorazione Daniel Marbot spiega quali aspetti è fondamentale tenere in considerazione. E SETE presenta nelle due doppie pagine seguenti i bagni più belli dei clienti di Feldschlösschen.
Cosa rimane impresso nella memoria di un cliente dopo una cena al ristorante? La cucina? Il personale? Gli interni o l’atmosfera? «No», afferma il rinomato esperto di ristorazione zurighese Daniel Marbot. «I luoghi che rivelano la vera identità di un esercizio sono i bagni, perché è lì che si riflettono i suoi valori. Un piatto cattivo si dimentica, un bagno sporco mai.» In effetti, non a caso i bagni vengono definiti il biglietto da visita di un esercizio: riflettono igiene, organizzazione, disponibilità a investire e attenzione verso i clienti. E poiché in quei momenti i clienti si ritrovano per un attimo da soli, non è raro che sia proprio lì che inizi la vera e propria valutazione di un locale.
Molto più di una semplice infrastruttura: un tempo si trovavano all’aperto o in cantina, spesso in spazi angusti, bui e poco invitanti. Oggi i bagni riflettono i cambiamenti sociali: si tiene conto di aspetti quali il design, l’accessibilità, le questioni di genere, la disponibilità di fasciatoi o la qualità dell’ambiente. Il passaggio dal banale «gabinetto» a spazio esperienziale ben progettato racconta anche qualcosa sull’evoluzione della ristorazione stessa.
I bagni nella ristorazione alle pagine da 11 a 15
La pulizia batte il lusso: non sono i materiali costosi o il design spettacolare a fare la differenza, bensì la cura, il profumo, la luce, la sensazione di spazio e la funzionalità. In ultima analisi, un bagno semplice e pulito, con specchio, sapone e carta igienica, risulta più accogliente di uno elegante ma trascurato. I clienti giudicano cucina e gestione del locale dalle condizioni dei servizi igienici.
I bagni sono uno strumento di marketing: un bagno ben congegnato lascia sempre il segno. Molti locali sfruttano ormai questo spazio in modo creativo: con slogan, messaggi, pubblicità, musica o un design originale. Il progettista di locali della ristorazione Daniel Marbot parla di un «servizio aggiuntivo per il cliente» e, persino, di un possibile elemento di differenziazione.
Attenzione alle leggi: dietro a ogni bagno si nasconde un groviglio di leggi edilizie, diritto del lavoro, norme relative al settore alberghiero e della ristorazione, disposizioni igieniche e norme SIA. E, a seconda del cantone e del comune, si applicano regole diverse. In linea di massima, però, si può affermare che ogni ristorante deve disporre di un bagno, che in caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni deve essere accessibile alle persone in sedia a rotelle. Inoltre, la normativa in materia alimentare prevede che i servizi igienici «non si affaccino direttamente su locali in cui si manipolano alimenti».
Pratici servizi igienici unisex: solo pochi anni fa erano considerati un tabù in molti luoghi. Oggi nei ristoranti è spesso consentito l’uso di bagni unisex, anche perché sono più economici e occupano meno spazio. Secondo Daniel Marbot, si tratta anche di una reazione al dibattito sul genere: anziché creare nuove categorie, in molti casi ci si è semplicemente limitati a «raggrupparle tutte insieme».
Anche i dipendenti devono andare in bagno: per i dipendenti valgono norme diverse rispetto ai clienti. L’acqua calda, i servizi igienici separati per il personale in base al sesso, i lavamani e le norme igieniche sono obbligatori per legge. Alla base di tutto ci sono l’igiene e la tutela della salute: dopotutto, nessuno vuole che il cuoco o il cameriere porti i virus di un cliente malato dal bagno alla cucina.
Attenzione ai controlli: infatti, a seconda della violazione, possono avere conseguenze gravi. Gli ispettori alimentari non controllano solo i frigoriferi e i magazzini, ma anche i bagni: se mancano il sapone o la carta, si rischiano reclami. In casi estremi, si può addirittura chiudere un esercizio. Ad esempio, quando gli impianti sanitari presentano gravi carenze o sono addirittura assenti.